E’ nato il Disaccordo!

Mercoledì 11 aprile, come noto, è stato siglato l’accordo relativo alla ripartizione del Budget di sede per l’anno 2014 relativamente al personale della Direzione Interregionale per la Liguria, il Piemonte e la Valle d’Aosta.

La nostra O.S. ha manifestato, già in data 23 marzo u.s., diverse perplessità sulle voci di ripartizione del budget di sede.

Una su tutte: non condividiamo la necessità di remunerare i molteplici gruppi di lavoro istituiti presso la DID.

I Gruppi di Lavoro (GdL), come noto, conferiscono ai colleghi designati dall’Amministrazione l’attribuzione di un punteggio spendibile nei successivi passaggi di fascia (punti 0,25). Sovente è accaduto che alcuni funzionari venissero designati a partecipare a molteplici gruppi di lavoro (prova ne è l’Accordo siglato dalle OO.SS. ed RSU firmatarie. Si veda l’art. 2.4: “(…) La remunerazione viene corrisposta per una sola attività svolta: in caso di partecipazione del singolo funzionario a più attività, viene remunerata soltanto quella con aliquota più elevata”).

Tale iter di “nomina” senza alcuna previsione di “interpello” per il personale dipendente, ha creato e crea una prima distorsione tra i lavoratori che si concreta sia in una perdita di chance per il personale estromesso sia in un fisiologico aggravio dei carichi di lavoro (il dipendente designato alla partecipazione dei GdL, viene in gran parte “distolto” dalle routinarie attività di ufficio che ricadranno, (in minima o in gran parte), sulle spalle dei lavoratori estromessi).

A tale distorsioni si assiste, adesso, al “depauperamento” del FUA per il personale dipendente escluso dalle “designazioni” ai gruppi di lavoro.

In “soldoni”  ben 18.900 euro che sarebbero potuti confluire, come richiesto dalla scrivente O.S. a favore di tutto il personale della Direzione interregionale “per aver contribuito significativamente e portato a compimento, il progetto di unificazione della ex Direzione regionale per la Liguria e la ex Direzione interregionale per il Piemonte e la Valle d’Aosta”, ovverosia alla voce di cui all’art. 2.5 dell’Accordo anziché alla voce dell’art. 2.4.

Questa eccezione, già rilevata nell’incontro del 23 marzo, non ha trovato alcun accoglimento.

Si da atto all’Amministrazione di aver ridotto il numero dei gruppi di lavoro retribuiti (da 49 a 26) ma al contempo si rileva che alle iniziali 4 aliquote (anch’esse discriminatorie per il personale designato a partecipare ai vari GdL) – di cui l’aliquota “massima” era prevista in 250 euro mentre quella minima in 70 euro, si è passati a 3 aliquote di cui la maggiore aliquota è stata portata a 300 euro e la minore a 100 euro

Sarebbe stato più corretto, se proprio si dovevano retribuire i predetti GdL,  applicare un’unica aliquota di 70 euro (quella minima prefissata originariamente nella bozza dell’accordo del 23 marzo u.s.) e convogliare l’eccedenza a favore di tutto il personale della DID (a conti fatti, circa 11.000 euro).

Vista la mancata recezione delle proposte formulate, abbiamo preferito negare il Ns. assenso a qualsiasi ipotesi di accordo, disertando la riunione dell’11 aprile.

Dal siglato Accordo, si evince chiaro un “disaccordo” tra le OO.SS. firmatarie e le RSU, (o almeno quelle di Torino) che sono espressione è bene ricordarlo, del “gonfalone” di una precisa sigla sindacale!

Come è noto i Sindacati dai grandi numeri (CGIL, CISL, UIL, UNSA) avevano sottoscritto il 30 novembre 2016 (a pochi giorni dal fallimentare referendum) il protocollo di intesa ed il 23 dicembre 2017 l’ipotesi di Contratto del Comparto Funzioni Centrali.

Il 12 febbraio 2018 la sottoscrizione del Contratto si è tradotto, per CONFINTESA F.P. in un “atto dovuto” su scelte che altri avevano già compiuto. Dinanzi l’alternativa di sottoscrivere da subito un pessimo contratto e combattere il sistema dall’interno, ovvero fare la sceneggiata della “non firma” e sottoscrivere dopo qualche tempo lontano dalle “luci della ribalta” e dopo le elezioni RSU, per non restare fuori dai tavoli di contrattazione di secondo livello (la c.d. contrattazione integrativa), abbiamo preferito la prima opzione, ma con palesi riserve!

Contestualmente alla firma abbiamo depositato una nota a verbale e  la disdetta al contratto (la disdetta può essere fatta solo dalle parti entro 6 mesi dalla scadenza), così da evitare la proroga alle stesse condizioni!

Ci facciamo promotori di due iniziative giudiziali tese a ripristinare condizioni quantomeno accettabili per i lavoratori del comparto per il recupero del …

1) Potere di acquisto delle retribuzioni dei lavoratori delle Funzioni Centrali;

2) Danno previdenziale causato dal blocco contrattuale.

Abbiamo fatto una scelta, indubbiamente difficile anche sotto il profilo dell’immagine, ma necessaria per rappresentare e tutelare al meglio i lavoratori in sede di contrattazione integrativa e porre le basi per un nuovo contratto più rispondente alle necessità dei lavoratori: il contratto che verrà.

È bene ricordare, tuttavia, vista la CARENTE INFORMAZIONE delle OO.SS. non firmatarie (USB e FLP), che in sede decentrata soltanto “i soggetti sindacali TITOLARI della contrattazione integrativa nazionale”, possono partecipare alla contrattazione di secondo livello, ossia i rappresentanti delle Organizzazioni sindacali firmatarie del presente CCNL 2016-2018.

 Alla (consapevole) sceneggiata  posta dalle sigle non firmatarie di voler comunque contrattare a livello locale senza essere firmatarie del CCNL, ha fatto da contraltare un accordo di ripartizione del budget per la DID “FUA 2014”  che per CONFINTESA FP è tutt’altro che lusinghiero per la maggior parte dei lavoratori della Direzione.

Ma, a quanto pare  CGIL, CISL, UIL, CONFSAL/UNSA e FLP/FILP  sono di tutt’altro avviso….

     

      Dirigente Sindacale

        Piazza Gaetano

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