MO’ BASTA CON LA FOGLIA DI FICO

Roma, 5 novembre 2019

<<Non intendiamo più fornire foglie di fico a nessuno per coprirsi le vergogne … i lavoratori sono stanchi di dover pagare loro, con il loro Fondo, un’altra riorganizzazione alla quale evidentemente non crede più nessuno. >>

Arenati, spiaggiati, inceppati, incagliati, impigliati, bloccati. E pure un poco incazzati.
Un’altra puntata di una pantomima infinita, uccisa sul nascere l’ipotesi di un’altra, ulteriore, riorganizzazione di quest’Agenzia senza pace. Adesso basta.

E mentre tutti si sciacquano la bocca con la lotta all’evasione, i lavoratori restano bloccati da promesse mai mantenute, da riorganizzazioni mai decollate o fallite allo scadere di un triennio.
Il Fondo di Ente dell’Agenzia in costante diminuzione, e senza che si riescano a trovare impegni ed una volontà condivisa con i Governi che si succedono, tradotti in moneta.
Governi che chiedono tanto (tutto) e concedono poco (niente). E mò basta.
Prima le POER sul cui destino ancora non v’è certezza definitiva, adesso le Posizioni Organizzative.

L’organizzazione (o per meglio dire, le continue riorganizzazioni) se le paghino le Amministrazioni, soprattutto quando intendono scegliersi il personale in quasi completa autonomia.
Pure in questa nostra Agenzia, dove la poca trasparenza ed i criteri di individuazione fin qui proposti intendono mantenere uno status quo limitando la platea di coloro che ambirebbero a maggiori responsabilità, illudendosi di scappare da una realtà pesante sempre più stringente.

Confintesa Funzione Pubblica, sottoscrivendo il pre-accordo di giugno scorso con grande senso di responsabilità, e fatica, e perplessità, voleva concedere ancora una volta una linea di credito a questa Amministrazione, chiedendole un impegno forte.
Evidentemente questo Governo non tiene in alcun conto i suoi dipendenti, anche quelli su cui dice di voler contare di più.

Non intendiamo più fornire foglie di fico a nessuno per coprirsi le vergogne.
Traduciamo: i lavoratori sono stanchi di dover pagare loro, con il loro Fondo, un’altra riorganizzazione alla quale evidentemente non crede più nessuno.
Non un Governo che parla ma è incapace di ascoltare, non i vertici di questa Agenzia che evidentemente non riescono più a farsi sentire.

Ed allora, per quanto possa servire, Confintesa F.P. ritira la propria firma al pre-accordo del 26 giugno scorso sull’ipotesi di accordo stralcio relativo al finanziamento delle funzioni direttive.

E da oggi le responsabilità se le cerchino e se le paghino, da oggi inizia (in realtà, continua) la battaglia in tutte le sedi competenti per cercare di riportare un poco di buon senso e di corretta gestione della “res publica”.

Vi terremo aggiornati.

IL COORDINATORE NAZIONALE
Paolo Calì

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