“Codiv-19” Confintesa FP chiede l’adozione di un Piano di Emergenza

Prot. 49 – Coronavirus piano di emergenza

Roma,  23 febbraio 2020 prot. 49/20

All’Agenzia delle Entrate

e p.c. a tutto il personale

Giungono proprio in queste ore le notizie tanto temute e, purtroppo, da alcuni anche preventivate, del dilagare anche in Italia del terribile virus, anche noto come “Codiv-19”: con angoscia si apprende che il triste morbo è ormai giunto e cammina per le nostre strade!

Questo ci pone un obbligo imperioso: quello di sollecitare la Pubblica Amministrazione, e nello specifico l’Agenzia delle Entrate, ad adottare con urgenza un vero Piano di Emergenza. Non è più tempo di generiche parole e volantini contenenti solo banalità!

Il nostro è un grido di disperata angoscia a cui chiediamo che l’Amministrazione presti ascolto prima che sia troppo tardi. Non si può più alzare le spalle facendo finta di niente, convinti che si tratti di allarmismi ingiustificati o nell’indolente sicurezza che tanto a noi non capiterà!

L’invito è quello di approntare con la massima urgenza un serio piano e di renderlo immediatamente noto ai dipendenti perché ciascuno sappia cosa dover fare e come doversi comportare, e questo non solo per le Regioni già colpite, ma anche per tutte le altre, così da essere pronti nell’eventualità di dover affrontare anche noi uno stato di Emergenza.

Si sollecitano, innanzi a tutto, disposizioni urgenti, come già adottate da altre amministrazioni, tra cui il Ministero della Giustizia, per l’esonero totale del personale residente nelle aree del Nord ove il contagio si è già diffuso, nonché per la chiusura completa delle sedi in dette province qualora, come purtroppo sembra, la situazione debba precipitare.

Si sollecitano misure di prevenzione più consistenti per l’Italia intera attraverso la riduzione al minimo del personale fisicamente presente negli uffici e la messa in telelavoro (oppure in coworking presso le sedi dell’Agenzia dislocate in altre province) di una parte consistente dei dipendenti, specialmente di quelli non residenti nei comuni sedi degli uffici. Infatti sarebbe oltremodo sciocco dimenticare che i veri rischi non si annidano all’interno degli uffici, quanto invece sui mezzi pubblici sovraffollati di pendolari. La tecnologia permette oggi queste soluzioni e sarebbe avventato non approfittarne!

In alternativa si invita a valutare, non come una battuta, ma come una eventualità concreta, la possibile chiusura preventiva totale degli uffici non operativi, come lo sono ad esempio le Direzioni Centrali e quelle Regionali.

Si sollecita inoltre l’Agenzia perché vengano annullate fin da subito tutte quelle attività che prevedono sopralluoghi esterni (collaudi degli atti geometrici, accertamenti, ecc.) e qualsiasi genere di missione. Questo ad iniziare proprio dai corsi interni dell’Agenzia già in programma nei prossimi giorni in alcune sedi (tra cui Roma). In questo momento chiedere al personale di dover viaggiare per raggiungere le sedi di corso, utilizzando mezzi pubblici e pernottando in albergo, è francamente un’insensata pretesa che mette a rischio non solo il personale che viaggia, ma anche quello delle sedi di destinazione.

Confidiamo che quanti possano agire, non vogliano assumersi il rischio di potersi dover un domani pentire di un loro rifiuto o di una loro omissione!

Il Segretario Generale
Claudia Ratti      

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