VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

All’incontro di domani, convocato dalla DC per le ore 10 in videoconferenza, sulla tematica “sistema valutazione performance” Confintesa intende partecipare attivamente , per quanto di competenza, alla realizzazione di un serio sistema di misurazione e valutazione della performance.

E’ di tutta evidenza che il punto di partenza del confronto con l’amministrazione debba essere prima di tutto ancorato ad una verifica dei carichi di lavoro/rispetto al personale in servizio attraverso una ricognizione nazionale immediata.

Fornero e quota cento hanno dato ampie falciate ai numeri del personale e in molte situazioni abbiamo uffici ridotti all’osso con aggravio di lavoro e detrimento del servizio di qualità verso gli utenti.

L’amministrazione dovrebbe innanzitutto chiarire :

  • come intende dare impulso ai piani compliance, come intende ammodernare o gestire le aree del registro e del catasto che vanno adeguate ai tempi correnti
  • come intende gestire la politica delle verifiche e come svolgerla (chiarire una volta per tutte quanto compete alla AE e quanto alla GDF)
  • come intende presidiare le aree rimborsi in questo particolare momento storico e alla luce delle normative introdotte con il periodo COVID
  • quali servizi dovranno transitare, realmente, verso sistemi a distanza
  • quali sono le intenzioni interne rispetto allo smart working.

Solo una volta date e chiarite tali premesse si potrà parlare di “performance”. I simulacri della privatizzazione , introdotti dalla D.Lgs. 165/2001 e sospinti dalla legge Brunetta, Madia e compagnia cantando , sono stati usati sino ad oggi solo per strigliare la pubblica amministrazione, ma non hanno apportato alcuna effettiva miglioria economica/salariale di natura privatistica. Bisogna perciò ragionare seriamente e i maniera organica per non trovarci –come accaduto con il FUA 2018- a dover mettere pezze interpretative a colori per arginare gli effetti applicativi della norma contrattuale (cfr artt. 76,77, 78 CCNL 2018).

Ciò premesso Confintesa condivide l’idea di avviare il confronto partendo dagli atti assunti nel 2016 (Sistema valutazione delle performance, dizionario delle competenze del funzionario, criteri SIRIO 2002 etcc..) ma tenendo bene presente che quel sistema era riferito a soggetti destinatari di incarichi: PO artt. 17 e 18 , ovvero POS . Dunque deve essere ben chiaro che se devono essere condivisi degli “obiettivi” , devono essere condivisi anche i risultati (retribuzione aggiuntiva).

Banalmente, volendo esemplificare, anche parlando solamente di “problem solving” deve essere ben chiaro che il funzionario istruttore, o il semplice operatore tributario, può e deve svolgere diligentemente il loro lavoro, ove possibile essendo anche propositivo, ma non spetterà a questi “risolvere” il problema o assumere decisioni a valenza esterna . Non sono pagati per fare ciò.

Così come deve essere chiaro che Confintesa non si allinea agli andazzi del “penta partito” che vogliono dare un po’ di tutto a tutti: gli obiettivi di struttura, oggettivi ed adeguati alle risorse disponibili, devono trovare un riscontro con obiettivi individuali (altrettanto oggettivi e ponderati). Non si può continuare a pensare che il volenteroso di turno tiri la carretta per altri e tutti insieme ricevere la stessa retribuzione allorquando si parla di performance!

Parimenti dovrà essere garantita una valutazione di questi obiettivi tempestiva ( anno per anno e non a distanza di diversi anni) e possibilmente attraverso fasi intermedie da affidare al controllo e al monitoraggio delle posizioni organizzative individuate .

Confintesa non fa solo melina letteraria quando parla di meritocrazia e sicurezza : questi concetti per noi –come per tutti i lavoratori dell’amm.ne- devono trovare attuazioni concrete e tangibili.

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