C’è chi dice di no al rientro in presenza



A fronte del preoccupante aumento dei contagi da virus Covid-19 e notizie di nuovi lockdown, l’8 novembre l’Agenzia delle Entrate (per dare seguito al decreto del 23 settembre scorso del Presidente del Consiglio e al decreto attuativo dell’8 ottobre 2021, del Ministro per la Pubblica Amministrazione), ha dato indicazioni alle direzioni centrali, regionali e provinciali per disporre il rientro in presenza negli uffici, non esercitando il buon margine di discrezionalità di cui dispone.
Rientri non giustificati da esigenze di produttività, visto e considerato che l’operatività è stata comunque garantita (e molto spesso incrementata) dal personale in modalità Smart. Perché? Stiamo cercando di capirlo anche noi perché sembra tutto così illogico e senza senso!
Soprattutto, in questa inquietante situazione emergenziale, dove i rientri dovrebbero avvenire in sicurezza sia negli ambienti di lavoro che nel tragitto casa lavoro, dove effettivamente si corrono i maggiori rischi di contagio e diffusione del virus; i lavoratori pendolari si vedono costretti a spostamenti su mezzi pubblici, autobus, metropolitane, treni e relative stazioni, ormai nuovamente sovraffollati, tutto ciò è documentato anche dai numerosi servizi televisivi.
Per tutti questi motivi abbiamo deciso di non firmare l’accordo che di fatto dispone il rientro in presenza, diversamente dalle altre OO.SS. che l’hanno firmato, Noi di Confintesa FP abbiamo chiesto al Presidente Draghi la sospensione (fino alla durata dello stato di emergenza) delle sopracitate disposizioni, ritenute in questo preoccupante contesto, prive di ogni fondamento logico.
Ovviamente, l’auspicio è che la situazione non degeneri a causa della decisione assunta dall’Amministrazione con la maggioranza dei Sindacati perché qualora si accertasse che la prestazione lavorativa, in questa fase delicata in cui i contagi stanno risalendo, poteva essere svolta in remoto senza alcun pregiudizio per l’operatività dell’ufficio, i responsabili ne risponderanno, anche moralmente innanzi ai lavoratori ed agli iscritti.
Dopo tanti accorgimenti si rischia di vanificare quanto di buono è stato fatto finora, Confintesa FP vigilerà per garantire l’incolumità dei lavoratori ma la nostra voce è ancora debole a causa della nostra scarsa rappresentanza all’interno dell’Agenzia delle Entrate.
Inverti la rotta, aiutaci a cambiare, questo è il momento per agire, iscriviti a Confintesa FP entro il 15 dicembre e daremo voce alle tue richieste, fuori dal coro.

Il vice-coordinatore

Salvatore Spina

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