Quota incentivante 2024: 66,7 milioni fuori dalla contrattazione, per Confintesa FP le Convenzioni non bastano
La legge riserva alla contrattazione integrativa solo un quarto dell’ulteriore quota incentivante per i risultati del 2024: gli altri tre quarti, 66,7 milioni di euro, li assegna un provvedimento delle Agenzie, non ancora adottato. Il Viceministro Leo apre a correggere il meccanismo con addendum alle Convenzioni, ma quegli atti si rinnovano ogni anno e la legge resterebbe quella di oggi.
Per i risultati del 2024 l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno ottenuto un’ulteriore quota incentivante per il personale, ma la legge ne manda alla contrattazione integrativa soltanto un quarto e rimette gli altri tre quarti, 66,7 milioni di euro, a un atto che ciascuna Agenzia adotta per conto proprio; quei provvedimenti non sono ancora stati adottati, e il tempo per correggere il meccanismo c’è.
La strada indicata dal Viceministro
Nell’incontro informale di ieri, 28 ottobre, con le organizzazioni sindacali, al quale ha preso parte personalmente subito dopo il Consiglio dei Ministri, il Viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, ha prospettato una correzione affidata non al Parlamento, dove un emendamento avrebbe oggi esito incerto, ma alle Convenzioni fra il Ministero e le due Agenzie, da integrare con appositi addendum riferiti anche alle risorse dell’attività 2024.
Perché un addendum non è una garanzia
Confintesa FP, che con le note del 21 e del 28 settembre ha chiesto la modifica della norma, prende atto della disponibilità mostrata dal Viceministro, ma ne evidenzia il limite: le Convenzioni, che hanno durata triennale e vengono aggiornate ogni anno, sono sottoscritte dal Ministro e dal Direttore di ciascuna Agenzia. Di conseguenza, chi non è parte di questi accordi non partecipa direttamente alle decisioni sulle clausole da mantenere o modificare. Restano fuori anche le verifiche, perché il salario accessorio contrattato passa da una relazione tecnico-finanziaria certificata, dall’assenso della Ragioneria Generale dello Stato e della Funzione pubblica e dalla pubblicazione dell’accordo, mentre per questi 66,7 milioni nulla di tutto ciò è previsto. L’intervento sulle Convenzioni è dunque una misura utile e immediata sulle spettanze del 2024, ma la richiesta di modificare l’articolo 1, comma 7-bis, del decreto legislativo n. 157 del 2015 resta, da portare nella manovra 2027.
Dirigenza e risorse
Il decreto di luglio include tra i destinatari anche i dirigenti, senza però stabilire come debbano essere ripartite le risorse tra dirigenza, titolari di posizione organizzativa e restante personale. Nella contrattazione, invece, queste proporzioni vengono definite in anticipo e i dirigenti di prima fascia sono contenuti entro il 12%. Una tutela che viene meno con il decreto, soprattutto all’Agenzia delle Entrate, dove la presenza della dirigenza è più numerosa. A questo si aggiunge una riduzione delle risorse disponibili: per le Entrate si passa da 38 a 36,6 milioni di euro, mentre per le Dogane si scende da 21 a 8,6 milioni, con un taglio di quasi il 60%.
Finché la norma resta quella di oggi, ciò che viene concesso con un addendum può essere ridotto o non riprodotto l’anno successivo.
La federazione chiede criteri misurabili, conosciuti prima dell’erogazione e verificabili dopo, che riconoscano il contributo effettivo di ciascuno e non distribuiscano la stessa somma a tutti, e chiede che i pagamenti già maturati per il 2024 siano erogati senza ulteriori attese. La richiesta di intervenire sulla legge rimane il punto centrale della posizione di Confintesa FP.
Il salario accessorio non deve essere sottratto alla contrattazione, né nelle agenzie fiscali né in altre amministrazioni, perché è la contrattazione a garantire regole di misurazione uguali per tutti e premi che arrivano a chi ha prodotto i risultati. Su questo la posizione della federazione non cambia, e continueremo a informare il personale di ogni passaggio.
Leggi la nota del 28 settembre Leggi la lettera del 21 settembre


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