Buoni pasto: regole ancora troppo rigide rispetto al lavoro che cambia. Confintesa FP chiede un intervento a livello centrale
Tra vincoli Consip e nuove modalità di lavoro, cresce il divario tra norma e realtà: smart working, mobilità e coworking rendono sempre più urgente una revisione nazionale che garantisca piena spendibilità e tutela del potere d’acquisto dei lavoratori
Dai territori continuano ad arrivare segnalazioni che confermano una criticità sempre più evidente: le attuali modalità di utilizzo dei buoni pasto non sono più in linea con l’organizzazione reale del lavoro.
La risposta fornita dalla Direzione Regionale del Veneto – che ha già rappresentato la questione ai livelli centrali – mette in luce un quadro normativo che, allo stato attuale, vincola l’utilizzo dei buoni pasto a specifici ambiti territoriali legati ai lotti Consip.
Un’impostazione che, però, oggi mostra tutti i suoi limiti.
Sempre più lavoratrici e lavoratori operano infatti in modalità agile, spesso da regioni diverse rispetto alla sede di assegnazione, e a breve l’introduzione degli spazi di coworking renderà ancora più diffusa una presenza lavorativa sul territorio non più rigidamente legata all’ufficio.
In questo contesto, la possibilità di utilizzare i buoni pasto solo in determinate aree geografiche rischia di trasformarsi in una limitazione concreta di un diritto.
Non si tratta solo di un tema organizzativo. I buoni pasto rappresentano una componente reale del trattamento economico e, soprattutto in una fase in cui il potere d’acquisto è sotto pressione, la loro piena fruibilità incide direttamente sulle condizioni quotidiane dei lavoratori.
Per questo Confintesa FP ha già avviato un monitoraggio su scala nazionale, raccogliendo segnalazioni ufficio per ufficio. I primi riscontri confermano una situazione diffusa: difficoltà di utilizzo, limitazioni territoriali e disallineamenti rispetto alle nuove modalità di lavoro.
Parliamo quindi di un problema concreto, che richiede risposte altrettanto concrete.
Comprendiamo il quadro normativo attuale, ma riteniamo che il cambiamento non possa essere semplicemente subito. Va governato.
Per questo abbiamo chiesto un intervento della Direzione Centrale, affinché si individuino soluzioni in grado di garantire una reale spendibilità dei buoni pasto su tutto il territorio nazionale, superando le attuali rigidità. Così come il lavoro evolve, anche gli strumenti devono evolvere. Continueremo a seguire con attenzione la situazione, portando dati, segnalazioni e proposte, con l’obiettivo di ottenere risultati concreti e uniformi per tutti i lavoratori.


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