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Agenzia delle Entrate, Confintesa FP: «Servono regole nazionali, uniformità e un confronto vero»

Tre tavoli nella giornata del 9 settembre: incentivi per le funzioni tecniche, mappatura delle sedi RSU e aperture pomeridiane. Confintesa FP chiede una regia centrale sulle ricadute organizzative e sulle relazioni sindacali: «Le decisioni non possono tradursi in applicazioni diverse da territorio a territorio»

Giornata intensa di confronto presso la Direzione Centrale dell’Agenzia delle Entrate, con tre distinte convocazioni dedicate all’accordo definitivo sugli incentivi per le funzioni tecniche, alla mappatura delle sedi RSU e alle aperture pomeridiane degli uffici.

Materie diverse, ma accomunate da una questione che Confintesa FP ha posto con chiarezza all’Amministrazione: le decisioni nazionali devono essere accompagnate da criteri altrettanto chiari e uniformi nella loro applicazione, soprattutto quando producono effetti diretti sull’organizzazione del lavoro e sul personale.

Incentivi per le funzioni tecniche: accordo sottoscritto, ora liquidazioni rapide e uniformi

È stato definitivamente sottoscritto l’Accordo sugli incentivi per le funzioni tecniche ai sensi dell’art. 113 del d.lgs. n. 50/2016, relativo alle attività svolte negli anni 2016-2019.

Il testo recepisce le modifiche e i chiarimenti richiesti dagli organi di controllo e disciplina, tra gli altri aspetti, le figure incentivabili, le percentuali di ripartizione e i criteri per la determinazione delle spettanze individuali.

Confintesa FP ha sottoscritto l’accordo, accompagnando la firma con una nota a verbale. Dopo un percorso durato molti anni, riteniamo infatti necessario consentire finalmente la liquidazione delle somme spettanti ai lavoratori interessati.

Gli adeguamenti formali introdotti rappresentano un passaggio positivo, ma il vero banco di prova sarà adesso l’applicazione concreta dell’accordo. Occorre evitare che attività analoghe vengano valutate diversamente a seconda della struttura di appartenenza, determinando trattamenti non omogenei.

Per questo Confintesa FP ha chiesto indicazioni univoche ai RUP e alle strutture, trasparenza nei criteri adottati e uniformità nella determinazione delle spettanze individuali.

Restano inoltre ferme le osservazioni già formulate sulla delibera n. 17/2026 relativa al nuovo regime degli incentivi previsto dall’art. 45, sia per i possibili effetti disincentivanti sia per il metodo seguito. Su questo punto riteniamo necessario mantenere aperto il confronto, anche in vista di una futura rimodulazione della disciplina.

L’accordo è chiuso: ora servono certezza, uniformità e rapidità nelle liquidazioni.

Mappatura delle sedi RSU: resta aperta la questione della Direzione Specialistica

Con il Protocollo integrativo del 30 luglio 2026 è stata inserita nella mappatura la nuova Direzione Regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol, operativa dal 1° aprile. Nella stessa sede era stata posta anche la questione dell’inserimento della Direzione Specialistica Adempimento Collaborativo, anch’essa operativa dalla medesima data.

Sul punto sono emersi profili normativi e di legittimità che richiedono ulteriori approfondimenti.

Confintesa FP non pone preclusioni all’inserimento della nuova struttura, purché venga assicurato un sistema di rappresentanza coerente con il nuovo assetto organizzativo dell’Agenzia. L’Amministrazione si è riservata ulteriori valutazioni.

La questione, dunque, resta aperta e dovrà essere definita assicurando adeguata rappresentanza ai lavoratori interessati.

Aperture pomeridiane: «La nostra posizione era già nota, ci aspettavamo risposte»

Il terzo incontro ha riguardato la “comunicazione” sulle aperture pomeridiane degli uffici. L’Amministrazione ha ricondotto la materia alle proprie prerogative organizzative, ritenendo che non fosse necessario un preventivo confronto sindacale.

Confintesa FP aveva tuttavia già assunto una posizione precisa, insieme alle altre Organizzazioni sindacali, con la nota unitaria del 13 luglio, attraverso la quale era stato chiesto il ritiro della Direttiva n. 4/2026 e l’apertura di uno specifico confronto. A quella richiesta non è seguito un riscontro nel merito.

Per questo, di fronte a una convocazione qualificata come “comunicazione”, ci aspettavamo che fosse l’Amministrazione a fornire risposte e chiarimenti, anziché chiedere nuovamente alle Organizzazioni sindacali di esprimersi su una questione sulla quale avevano già formalmente preso posizione.

Abbiamo ribadito un principio semplice: una cosa è la prerogativa dell’Amministrazione di organizzare il servizio, altra cosa sono le conseguenze che quella scelta determina sulle condizioni e sull’organizzazione del lavoro.

Turnazioni, flessibilità, articolazione degli orari, individuazione del personale, sostituzioni, copertura del servizio e carichi di lavoro incidono direttamente sulla prestazione lavorativa e non possono essere considerati aspetti secondari.

In particolare, Confintesa FP ha posto due questioni.

La prima riguarda le relazioni sindacali nei territori. L’applicazione della Direttiva risulta oggi disomogenea: in alcune realtà vengono attivate forme di informazione o confronto, mentre in altre si procede direttamente all’attuazione. Abbiamo quindi chiesto all’Amministrazione centrale di governare il sistema, assicurando il corretto utilizzo degli strumenti di informazione e confronto previsti nei diversi casi.

La seconda riguarda le ricadute organizzative sui lavoratori. Dai territori stanno emergendo soluzioni differenti in materia di turnazioni, flessibilità, orari, individuazione del personale e copertura del servizio, oltre a questioni relative alla volontarietà, ai carichi di lavoro, alle sostituzioni, al numero degli sportelli e alle professionalità necessarie.

È esattamente per questa ragione che, secondo Confintesa FP, una scelta di tale portata avrebbe richiesto un confronto nazionale preventivo: non per mettere in discussione l’obiettivo di ampliare il servizio all’utenza, ma per definire prima criteri comuni, garanzie per il personale e un quadro chiaro di relazioni sindacali, lasciando successivamente ai territori l’attuazione coerente con le rispettive specificità.

L’Amministrazione può rivendicare la propria prerogativa organizzativa, ma questa non elimina la necessità di governare le conseguenze sul personale. Servono regole nazionali chiare per evitare che una direttiva nazionale produca tante applicazioni diverse quanti sono i territori.

Smart working, PEO, coworking, FRD e distacchi: ancora troppe questioni senza risposta

Nello spazio dedicato alle comunicazioni, Confintesa FP ha chiesto aggiornamenti su numerosi dossier ancora aperti: smart working in deroga, PEO 2025, coworking, PEO 2026, SAM, tavolo tecnico sui servizi fiscali, FRD 2024, stabilizzazione dei distacchi e tempi di presa di servizio del personale interessato dallo scorrimento della graduatoria.

I riscontri ricevuti sono stati soltanto parziali.

Per la stabilizzazione dei distacchi è stata preannunciata una proroga; per lo scorrimento della graduatoria è stata indicata, allo stato attuale, la data del 22 ottobre per la presa di servizio; sulle PEO 2025 l’Amministrazione ha riferito che il percorso sta procedendo secondo il programma.

Quanto al tavolo tecnico sui servizi fiscali, è stato precisato che non si tratta di un tavolo di confronto sindacale, senza tuttavia fornire indicazioni concrete sulla prosecuzione dei lavori.

Sulle altre questioni poste non sono arrivati riscontri puntuali: l’Amministrazione ha comunicato che saranno interessati gli uffici competenti e che seguiranno successivi aggiornamenti.

Confintesa FP si attiverà quindi direttamente presso le strutture interessate per ottenere i chiarimenti necessari.

Confintesa FP: «Meno passaggi formali, più confronto vero»

È soprattutto il metodo a lasciarci insoddisfatti al termine della giornata del 9 settembre.

Questioni importanti, con effetti concreti sulla vita lavorativa dei colleghi, continuano troppo spesso a essere affrontate in tempi compressi, con informazioni insufficienti o quando le decisioni sono già state assunte.

Le relazioni sindacali non possono trasformarsi in una successione di convocazioni frettolose, comunicazioni a valle delle decisioni e risposte rinviate ad altri uffici.

Servono informazioni preventive, tempi adeguati per approfondire le questioni e risposte chiare. Soprattutto serve una regia centrale capace di garantire che le decisioni dell’Agenzia vengano applicate con criteri uniformi su tutto il territorio.

Per Confintesa FP il punto resta questo: meno adempimenti formali e più confronto sostanziale, soprattutto quando le scelte dell’Amministrazione incidono direttamente sull’organizzazione del lavoro e sulla quotidianità delle persone.

Consulta qui i documenti integrali:

Prot. 33_2026_Dichiarazione a verbale Accordo_definitivo_incentivi_funzioni_tecniche_RU_247441.09-09-2026

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