Benessere organizzativo, basta rinvii: Confintesa FP chiede risposte su flessibilità, mobilità e VALE
Nel CUG del 14 novembre, convocato per l’approvazione del PIAO 2026-2028, abbiamo riportato tre criticità che pesano sul personale: flessibilità organizzativa ancora ferma (smart working e settimana corta), mobilità limitata dal vincolo quinquennale e un VALE percepito come poco trasparente. La Presidente del CUG ha garantito un confronto dedicato, un passo importante per affrontare temi decisivi per il benessere del personale.
Nella riunione odierna del CUG, convocata per approvare le misure da inserire nel PIAO 2026-2028, abbiamo ritenuto necessario portare all’attenzione del Comitato alcune questioni che da troppo tempo creano malessere tra il personale.
Sappiamo bene quanto il CUG stia lavorando su temi importanti, discriminazioni, molestie, sostegno alle persone con disabilità e apprezziamo molto questo impegno.
Ma il benessere lavorativo passa anche da ciò che viviamo ogni giorno negli uffici, nelle scelte organizzative e nei diritti che concretamente vengono riconosciuti.
Oggi, tre nodi restano particolarmente critici:
1. FLESSIBILITÀ: Il CCNL prevede strumenti importanti di flessibilità – smart working, articolazioni orarie e settimana corta – ma l’Agenzia continua a non portarli al tavolo della contrattazione integrativa, mantenendo un atteggiamento rigido difficile da comprendere. A ricordarlo non siamo solo noi:
- il CUG ha espresso tre pareri ufficiali sullo smart working, chiedendo di rivedere la prevalenza delle giornate in presenza e la prestazione mista;
- ancora oggi non tutti hanno i nove giorni mensili (cioè i due giorni a settimana), in particolare i colleghi neoassunti;
- è davvero difficile pensare a un’estensione del lavoro agile per particolari tipologie di lavoratori se non si riesce nemmeno a garantire il minimo previsto dal modello vigente a chi è in servizio da oltre un anno e mezzo.
Questa situazione scoraggia, crea disparità e non è in linea con quanto previsto dal contratto.
Il personale non chiede privilegi: chiede solo buon senso, coerenza e confronto vero.
2. MOBILITÀ: Abbiamo apprezzato la revisione introdotta con il doppio binario, che rappresenta un passo avanti importante soprattutto per tutta quella platea di personale che non poteva utilizzare il punteggio dei carichi di famiglia perché sigle.
Riconosciamo questo importante passo avanti,
Tuttavia, il problema del vincolo quinquennale resta totalmente irrisolto.
Con i nuovi concorsi, molte colleghe e colleghi interni utilizzeranno la procedura come forma di mobilità implicita, dal Nord verso il Sud, creando un effetto distorsivo evidente:
- il Sud sarà coperto da personale interno che rientra
- Il Nord continuerà a rimanere scoperto, senza un vero piano di riequilibrio.
Si sarebbe potuto prevedere un canale straordinario di mobilità e noi lo abbiamo chiesto, almeno in questa fase di forte transizione. Non farlo è un errore che continuiamo a segnalare con forza.
3. VALE: Le modalità di utilizzo dello strumento hanno prodotto fortissima insoddisfazione. Non solo per l’esito, ma per la sensazione che attorno a questo strumento manchi trasparenza e confronto.
Eppure il VALE incide direttamente sulla motivazione, sull’impegno quotidiano e sul senso di equità percepito dal personale.
Non si può continuare a ignorare questo disagio.
Durante la riunione, la Presidente del CUG, dott.ssa Luisa Giordano, si è impegnata a calendarizzare un incontro dedicato esclusivamente a questi temi, da portare formalmente all’attenzione dell’Agenzia.
È un segnale importante, che accogliamo positivamente.
Ma ora servono fatti, non solo disponibilità.
CONFINTESA FP continuerà a rappresentare con determinazione queste esigenze in tutte le sedi, CUG incluso, chiedendo che l’Amministrazione:
- apra finalmente un confronto serio e trasparente sullo Smart working;
- intervenga sul vincolo quinquennale e sulla gestione complessiva della mobilità;
- riveda alcuni aspetti critici del VALE.
Perché il benessere organizzativo non nasce dai documenti o dalle dichiarazioni,
ma da decisioni concrete che migliorano davvero la vita lavorativa delle persone.


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