FRD e valutazione, confronto in corso. Confintesa FP: “Servono correttivi per garantire sostenibilità e tenuta del sistema”

Nel prosieguo del confronto sui criteri di distribuzione del Fondo collegati al sistema di valutazione, Confintesa FP evidenzia criticità su differenziazione, maggiorazioni ed ex aequo: “Prima applicazione delicata, necessari meccanismi di salvaguardia e un monitoraggio condiviso per evitare effetti distorsivi”

In data 9 aprile si è svolta la riunione in prosecuzione del confronto sull’ipotesi di accordo relativa ai criteri di distribuzione del Fondo risorse decentrate, con particolare riferimento all’applicazione del sistema di valutazione alla distribuzione delle risorse economiche.

Nel corso delle riunioni precedenti, il confronto è stato accompagnato da momenti di approfondimento tecnico e da simulazioni, che tuttavia presentano limiti oggettivi legati allo sfasamento temporale con cui il Fondo viene distribuito. Un elemento che rappresenta, di per sé, una criticità e rende più complessa una valutazione pienamente aderente agli effetti reali del sistema.

Come Confintesa FP abbiamo partecipato ai lavori con spirito costruttivo, seguendo l’intero percorso e contribuendo con osservazioni puntuali e proposte concrete. In questo quadro, anche attraverso l’attività di monitoraggio condotta con il nostro osservatorio dedicato, abbiamo analizzato il sistema di valutazione, facendo emergere una serie di criticità che, nonostante il tempo trascorso dalla sua introduzione, ne evidenziano un livello di consolidamento ancora non pienamente raggiunto. Le risultanze di tale attività sono state formalmente rappresentate all’Amministrazione, anche mediante un documento trasmesso nel novembre 2025, a conclusione dell’osservatorio.

Su questi aspetti abbiamo registrato alcune aperture da parte dell’Amministrazione, che rappresentano segnali importanti nella direzione di un possibile miglioramento dell’impianto di distribuzione delle risorse, orientati a renderlo più sostenibile nella sua applicazione a valle del sistema di valutazione.

Tuttavia, allo stato attuale, tali aperture non risultano ancora sufficienti a superare le criticità evidenziate.

L’ipotesi di accordo interviene su un sistema già consolidato, introducendo un cambiamento nella determinazione del premio individuale. In questo ambito, le ore lavorate, dopo essere state valorizzate attraverso coefficienti legati alla tipologia di attività, vengono ulteriormente ponderate mediante coefficienti connessi alle fasce di valutazione conseguite. A questo meccanismo si aggiunge, per una quota limitata di personale con valutazione più elevata, una maggiorazione del 30%, in applicazione dell’articolo 78 del CCNL.

È proprio su questo passaggio che abbiamo concentrato le nostre osservazioni.

Trattandosi della prima applicazione del sistema di valutazione alla distribuzione delle risorse economiche, abbiamo ribadito la necessità di un approccio prudenziale, in grado di evitare effetti eccessivamente marcati.

In particolare, abbiamo proposto un’attenuazione dei coefficienti di differenziazione, ritenendo che i livelli attualmente previsti risultino ancora troppo accentuati per una fase iniziale.

Abbiamo inoltre evidenziato la criticità legata alla combinazione tra coefficienti e maggiorazione del 30% prevista dall’articolo 78 del CCNL. Il rischio è quello di un effetto cumulativo che concentra in modo significativo le risorse su una platea molto ristretta.

In questa direzione abbiamo avanzato proposte concrete, volte a evitare una sovrapposizione eccessiva degli effetti: in particolare, abbiamo rappresentato l’esigenza di individuare soluzioni che tengano conto del fatto che il personale con valutazione più elevata beneficia già della maggiorazione, evitando quindi ulteriori amplificazioni del beneficio economico.

Abbiamo inoltre sottolineato l’assenza di meccanismi espliciti di salvaguardia e di strumenti strutturati di monitoraggio condiviso tra le parti, fondamentali per verificare gli effetti del sistema e intervenire, ove necessario, con correttivi.

Per questo riteniamo essenziale prevedere, almeno per il primo anno, specifiche clausole di salvaguardia, anche attraverso l’introduzione di un tetto massimo allo scostamento retributivo nel passaggio al nuovo sistema, così da evitare penalizzazioni e garantire una transizione graduale.

Ulteriori criticità sono state evidenziate in merito ai criteri previsti per la gestione delle situazioni di ex aequo, che necessitano di una revisione per garantire maggiore equità e coerenza, soprattutto nella prima annualità.

Nel nostro intervento abbiamo infine ribadito che ci troviamo di fronte a un passaggio delicato: l’innesto del sistema di valutazione su un modello di distribuzione già consolidato deve essere gestito con equilibrio, evitando applicazioni troppo spinte che rischierebbero di produrre effetti non sostenibili.

Le proposte avanzate vanno in questa direzione: rendere il sistema più graduale, più equilibrato e più coerente con la fase di prima applicazione.

Come Confintesa FP continueremo a partecipare al confronto con senso di responsabilità, mantenendo ferma l’esigenza di garantire equità, sostenibilità e coerenza nell’applicazione del sistema, e vi terremo aggiornati sull’evoluzione.

Il confronto proseguirà nei prossimi incontri.

I commenti sono disabilitati.