Smart working e POER, Confintesa FP: “Servono regole chiare e rispetto per il personale”
La conclusione della procedura relativa alle POER e la gestione degli accordi sullo smart working continuano ad alimentare tensioni e criticità organizzative all’interno dell’Agenzia delle Entrate. A denunciarlo è Confintesa Funzione Pubblica, che torna a chiedere maggiore trasparenza, uniformità di trattamento e attenzione concreta alle condizioni di lavoro del personale
Negli ultimi mesi siamo andati avanti a colpi di proroghe, sia per le POER sia per gli accordi di smart working, in attesa della conclusione di procedure che avrebbero dovuto finalmente garantire maggiore chiarezza, stabilità organizzativa ed equilibrio.
La conclusione della procedura POER, purtroppo, non solo non ha risolto molte delle criticità evidenziate nel tempo, ma in alcuni casi sembra averle ulteriormente aggravate.
Sin dall’inizio avevamo espresso forti perplessità rispetto a un sistema cosi poco strutturato e caratterizzato da ampi margini di discrezionalità.
Avevamo inoltre avanzato una proposta concreta e strutturata, fondata su un doppio binario di accesso che distinguesse tra chi già ricopriva incarichi da anni e chi si candidava per la prima volta, nell’ottica di garantire maggiore equilibrio, comparabilità e trasparenza. Anche questa proposta è stata ignorata.
Le conclusioni della procedura confermano purtroppo molte delle criticità che avevamo segnalato.
L’applicazione del principio di rotazione è avvenuta in maniera disomogenea tra territori e strutture, con evidenti disparità rispetto a posizioni analoghe e con situazioni che, in alcuni casi, hanno comportato pesanti aggravamenti logistici, lunghi spostamenti e forti difficoltà nella conciliazione tra vita lavorativa e personale.
Ancora più grave appare la gestione delle ore accantonate.
Numerosi colleghi e colleghe, soprattutto nei casi di cambio di struttura, si sono visti azzerare o non riconoscere ore regolarmente maturate e lavorate nel tempo. Una scelta incomprensibile e penalizzante, soprattutto per chi oggi si trova costretto ad affrontare trasferimenti più gravosi e maggiori difficoltà organizzative.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento che riteniamo particolarmente grave: l’assenza di un reale percorso di passaggio di consegne tra chi ha ricoperto per anni determinati incarichi e il personale destinatario delle nuove assegnazioni.
Il semplice cambio formale di posizione non può essere considerato sufficiente. Sarebbe stato necessario prevedere momenti concreti di affiancamento, confronto e accompagnamento operativo, utili non solo a trasferire attività, ma anche a condividere con tutto il personale interessato modalità organizzative, gestione dei carichi di lavoro e impostazione complessiva degli uffici costruita nel tempo.
Un percorso di questo tipo avrebbe rappresentato un’importante occasione di confronto anche sulle criticità emerse negli anni e sugli eventuali ambiti di miglioramento dell’organizzazione del lavoro, consentendo di valorizzare le esperienze maturate e accompagnare le nuove assegnazioni in maniera più partecipata, graduale e sostenibile.
Tutto ciò avrebbe contribuito a garantire maggiore continuità operativa, minore disorientamento per il personale e una gestione più equilibrata di una fase organizzativa particolarmente delicata.
Ancora una volta, invece, si è scelto di gestire un passaggio organizzativo estremamente delicato senza prevedere adeguati strumenti di accompagnamento e confronto, con il rischio concreto di generare discontinuità operative, ulteriore disorientamento e un aggravio delle difficoltà già presenti negli uffici.
Parallelamente continuano le criticità anche sul fronte dello smart working.
Dopo le proroghe motivate proprio dalla mancata definizione delle POER, ci troviamo oggi davanti ad accordi con durata ridotta e continue modifiche delle giornate di smart working sia nel numero che nell’articolazione settimanale, spesso prive di motivazioni formalizzate e di criteri uniformi.
Non è questa l’idea di organizzazione del lavoro che riteniamo accettabile.
Non si può continuare a chiedere flessibilità, disponibilità e sacrifici al personale senza garantire allo stesso tempo trasparenza, uniformità di trattamento e reale attenzione alle condizioni di lavoro delle persone.
La scrivente Organizzazione Sindacale continuerà a tutelare tutto il personale, indipendentemente dal ruolo ricoperto o dalle funzioni svolte, nella convinzione che rispetto organizzativo, dignità professionale e reale conciliazione tra vita privata e lavoro debbano rappresentare principi validi per tutti.
Riteniamo infatti che solo attraverso criteri trasparenti, scelte coerenti e condizioni di lavoro sostenibili sia possibile costruire un’Amministrazione realmente efficiente e rispettosa delle persone che ogni giorno ne garantiscono il funzionamento.
Su tutte queste questioni continueremo a chiedere risposte chiare, uniformità di trattamento e interventi concreti.
LEGGI IL DOCUMENTO INTEGRALE: Prot. 23_2026_Richiesta chiarimenti procedura POER e nuovi accordi di smart working

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