SAM, il valore del lavoro non si misura a minuti
Confintesa FP interviene sul confronto in corso sulle Sezioni di Assistenza Multicanale: bene la riapertura del tavolo dopo anni di attesa, ma l’indennità deve riconoscere professionalità, competenze e responsabilità, non essere ridotta a una semplice questione di tempi di collegamento. Chiesta inoltre tutela dell’equilibrio vita-lavoro e una rivalutazione del ruolo dei capi team
SAM: DOPO ANNI DI ATTESA, IL CONFRONTO NON PUÒ TRASFORMARSI IN UNA CORSA AI MINUTAGGI
Lo scorso 12 giugno si è svolto un nuovo incontro dedicato alle Sezioni di Assistenza Multicanale.
Dopo anni durante i quali il confronto su questo tema è rimasto sostanzialmente fermo, abbiamo più volte sollecitato l’apertura di uno specifico tavolo, sia formalizzando le nostre richieste per iscritto sia rappresentando tale esigenza nel corso dei numerosi incontri con l’Amministrazione. Per questo motivo avevamo accolto con favore la calendarizzazione di una serie di riunioni dedicate alle SAM, nella convinzione che fosse finalmente giunto il momento di aggiornare regole e istituti ormai risalenti nel tempo e valorizzare adeguatamente il lavoro svolto da queste professionalità.
Come Confintesa FP abbiamo partecipato ai lavori portando al tavolo il contributo e la voce di colleghi che conoscono molto bene la realtà delle SAM, le dinamiche organizzative che la caratterizzano e le problematiche che quotidianamente si trovano ad affrontare. Fin dalla prima bozza abbiamo formulato osservazioni e proposte concrete, con l’obiettivo di costruire un accordo realmente migliorativo e aderente alla realtà lavorativa.
Nel corso del confronto si sono succedute diverse versioni delle bozze predisposte dall’Amministrazione. Tuttavia, anziché registrare un progressivo avvicinamento delle posizioni e il superamento delle criticità emerse nelle varie discussioni, le ultime formulazioni hanno continuato a introdurre nuovi elementi problematici.
Proprio perché il tavolo era stato richiesto con forza dalle Organizzazioni Sindacali ed era atteso da anni dai lavoratori, ci saremmo aspettati che le diverse bozze consentissero un progressivo avvicinamento delle posizioni. Per questo l’ultima proposta ha suscitato particolare delusione.
In più di un momento abbiamo seriamente valutato l’opportunità di interrompere il confronto. Abbiamo tuttavia scelto di rimanere al tavolo per senso di responsabilità e per rispetto dei lavoratori interessati, continuando a confrontarci in maniera costruttiva con l’Amministrazione.
A nostro avviso il punto centrale resta uno: l’indennità SAM non remunera semplicemente il tempo trascorso in collegamento. Essa rappresenta il riconoscimento di una particolare professionalità, della capacità di gestire richieste sempre più complesse, del continuo aggiornamento richiesto, della turnazione e dei vincoli organizzativi che caratterizzano questa attività.
Comprendiamo l’esigenza dell’Amministrazione di individuare criteri oggettivi per l’attribuzione delle risorse, ma riteniamo che il confronto non debba essere ricondotto esclusivamente a logiche di minutaggio o a criteri meramente quantitativi. Il valore del lavoro svolto nelle SAM non può essere misurato soltanto attraverso il tempo di collegamento.
Per queste ragioni, pur mantenendo le nostre riserve sull’impostazione dell’ultima bozza, abbiamo condiviso, nello spirito di responsabilità che ha caratterizzato l’intero confronto e nella volontà di mantenere una posizione sindacale unitaria, la proposta formulata congiuntamente dalle Organizzazioni Sindacali.
Nel corso della discussione abbiamo però rappresentato con chiarezza una posizione che continuiamo a ritenere valida: se il confronto deve essere progressivamente ricondotto a una logica fondata sui minutaggi e su parametri sempre più rigidi, allora appare più coerente ripartire dall’impostazione originaria, che prevedeva il riconoscimento dell’indennità nella misura unitaria, valorizzando la funzione svolta e la professionalità richiesta piuttosto che il mero tempo di collegamento.
Abbiamo inoltre ribadito la nostra contrarietà a qualsiasi forma di frazionamento del turno imposta unilateralmente. Eventuali diverse articolazioni dell’orario possono essere prese in considerazione esclusivamente su base volontaria e nell’interesse del lavoratore. Chi opera nelle SAM organizza infatti la propria vita personale e familiare anche in funzione della programmazione dei turni e non può subire modifiche che incidano in maniera significativa sull’equilibrio tra vita privata e attività lavorativa.
Riteniamo infine necessario affrontare il tema delle figure di coordinamento delle SAM. I capi team svolgono un ruolo fondamentale per il buon funzionamento del servizio e, negli ultimi anni, hanno visto ridursi il riconoscimento economico connesso alle responsabilità esercitate. Anche questo tema merita attenzione e adeguate risposte attraverso una rivalutazione delle relative indennità.
Attendiamo ora le valutazioni dell’Amministrazione sulla proposta unitaria presentata al tavolo, auspicando che il prossimo incontro consenta di recuperare quello spirito costruttivo che aveva accompagnato l’avvio del confronto e di giungere finalmente a un accordo che riconosca concretamente il valore delle professionalità impegnate ogni giorno nelle Sezioni di Assistenza Multicanale.
Noi continueremo a rappresentare le istanze dei lavoratori nelle sedi di confronto. Riteniamo però che, su temi che incidono così direttamente sull’organizzazione del lavoro e sul relativo riconoscimento economico, sia fondamentale ascoltare la voce di chi questo servizio lo garantisce ogni giorno.
Se l’Amministrazione ritiene opportuno confrontarsi con chi coordina il servizio, noi riteniamo altrettanto importante confrontarci con i lavoratori delle SAM.
Per questo invitiamo i lavoratori coinvolti a farci pervenire osservazioni, proposte e valutazioni, affinché le prossime scelte possano essere costruite non soltanto attraverso il confronto negoziale, ma anche attraverso il contributo di chi vive quotidianamente questa realtà professionale.


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