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Caldo negli uffici dell’Agenzia delle Entrate, Confintesa FP: «Il problema non è la giacca, ma i condizionatori che non funzionano»

Il nostro sindacato commenta la direttiva che allenta il dress code nelle sedi centrali durante l’ondata di calore: «Servono investimenti sugli immobili e sugli impianti di climatizzazione, non misure che affrontano solo gli effetti del problema»


L’ondata di caldo che sta interessando l’Italia e gran parte dell’Europa riporta al centro il tema delle condizioni di lavoro negli uffici pubblici. Dopo la direttiva con cui l’Agenzia delle Entrate ha autorizzato, nelle sedi centrali di via del Giorgione e largo Leopardi, un abbigliamento meno formale per affrontare le alte temperature, arriva la presa di posizione di Confintesa FP, che sposta l’attenzione su quello che considera il vero nodo della questione: lo stato degli edifici e degli impianti.

Per la nostra organizzazione sindacale, infatti, il provvedimento rappresenta una risposta parziale a un problema ben più profondo.

«Gli uffici si raffrescano con gli investimenti, non con il dress code»

Il nostro sindacato riconosce che le temperature eccezionali di queste settimane costituiscono un’emergenza concreta, con ripercussioni sulla salute dei lavoratori, sull’organizzazione degli uffici e sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini. Proprio per questo, però, ritiene che sarebbe stato più significativo annunciare un piano di interventi strutturali anziché limitarsi a modificare le regole sull’abbigliamento.

Secondo Confintesa FP, la priorità dovrebbe essere rappresentata da un programma di investimenti sul patrimonio immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, da interventi di riqualificazione degli edifici e dalla sostituzione degli impianti di climatizzazione ormai obsoleti o non più efficienti.

«Avremmo preferito leggere un’altra notizia», sottolinea il nostro sindacato, indicando come priorità un piano di manutenzione degli immobili e interventi concreti per garantire ambienti di lavoro adeguati a chi ogni giorno assicura un servizio pubblico essenziale.

La possibilità di indossare t-shirt, polo o comunque capi meno formali può certamente alleviare il disagio causato dalle alte temperature, ma, secondo Confintesa FP, non affronta la causa del problema.

«Il problema non è se i lavoratori indossano una polo invece della giacca. Il problema è che, nel 2026, ci sono ancora uffici in cui si lavora con temperature difficilmente sopportabili», evidenzia la nostra organizzazione.

Una riflessione che richiama il tema, sempre più attuale, dell’adattamento degli edifici pubblici ai cambiamenti climatici. Per Confintesa FP, garantire ambienti di lavoro salubri non rappresenta soltanto una tutela per i dipendenti, ma costituisce anche una condizione indispensabile per assicurare continuità ed efficienza ai servizi resi ai cittadini.

Ed è proprio questo, conclude il nostro sindacato, che dovrebbe diventare la vera notizia da prima pagina: investimenti strutturali capaci di rendere gli uffici pubblici moderni, sicuri e realmente adeguati alle sfide poste dalle nuove condizioni climatiche.

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