Largo Leopardi e via del Giorgione: due pesi e due misure
L’Agenzia delle Entrate presenta il progetto di riorganizzazione degli uffici centrali, ma sul futuro della sede di Largo Leopardi restano molte incognite. Confintesa FP chiede garanzie per il personale e denuncia un approccio che rischia di sacrificare le esigenze dei lavoratori alle logiche organizzative
“… buona parte del personale ha, nel tempo, individuato una propria sistemazione in prossimità del luogo di lavoro o, comunque, agevolmente collegata con mezzi di trasporto”. (sic!)
Mai citazione fu più giusta, peccato non valga per tutti i lavoratori.
Il 6 luglio, su richiesta delle Organizzazioni Sindacali, si è svolto l’incontro con il Direttore dell’Agenzia delle Entrate sul futuro della sede di Largo Leopardi, che, secondo quanto illustrato, dovrebbe rientrare in un più ampio progetto di riorganizzazione degli uffici centrali.
II progetto prevedrebbe la realizzazione di un polo finanziario nell’area EUR. In questo nuovo assetto, gli uffici centrali oggi collocati negli immobili di via del Giorgione, 106 e 159 dovrebbero essere trasferiti presso il complesso delle Torri; mentre gli uffici della Direzione Centrale Servizi Catastali, Cartografici e di Pubblicità immobiliare e della Direzione Centrale Servizi Estimativi e Osservatorio Mercato Immobiliare insieme agli uffici dell’Adempimento Collaborativo dovrebbero essere ricollocati nella sede di via della Civiltà Romana, 7
Lo stesso Direttore ha tuttavia precisato che l’acquisizione del complesso delle Torri non è ancora definita; e, pertanto, l’intero progetto di riorganizzazione potrebbe non trovare attuazione.
Abbiamo chiesto se fossero state realmente valutate soluzioni alternative, quali:
- ristrutturazione per fasi,
- o trasferimenti temporanei del personale all’interno del quadrante Esquilino, che consentissero di eseguire i lavori senza rinunciare, al loro completamento, al rientro dei dipendenti in sede.

Su questi punti c’è stata chiusura totale; non solo, il Direttore ha anche affermato che non potrà garantire che la sede di largo Leopardi possa rimanere nella disponibilità dell’Agenzia anche in futuro.
L’unico elemento che accogliamo positivamente è l’impegno assunto dal Direttore ad avviare una ricognizione del personale interessato, finalizzata a raccogliere le esigenze logistiche e le disponibilità rispetto ad eventuale trasferimento.
Come Organizzazione Sindacale vigileremo con la massima attenzione affinché gli impegni presi sul fronte delle “esigenze” si traducano in atti concreti. Riteniamo fondamentale che una riorganizzazione logistica di questa portata non venga scaricata interamente sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori.
Per noi questa vicenda va oltre il destino di un singolo immobile. È il riflesso di una visione della Pubblica Amministrazione sempre più orientata a logiche manageriali, nelle quali la concentrazione degli uffici sembrano prevalere su ogni altra valutazione.
Un’amministrazione che voglia considerarsi davvero efficiente non può prescindere dall’attenzione al benessere socio-lavorativo di tutto il proprio personale.


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