FRD 2025, VALE, distacchi, mobilità e SAM: tra novità, questioni aperte e proposte concrete
Nuova ipotesi di ripartizione del Fondo, richiesta di trasparenza sulle risorse e proposte per il personale: Confintesa FP Entrate fa il punto sul confronto con l’Amministrazione e sulle questioni da affrontare nei prossimi incontri
FRD 2025, VALE, distacchi, mobilità e SAM: tra novità, questioni aperte e proposte concrete
Nuova ipotesi di ripartizione del Fondo, richiesta di trasparenza sulle risorse e proposte per il personale: Confintesa FP Entrate fa il punto sul confronto con l’Amministrazione e sulle questioni da affrontare nei prossimi incontri.
Il punto sulla riunione nazionale del 4 novembre 2026
Quattro ore di confronto, dalle 14:30 alle 18:30, nelle quali sono stati affrontati temi importanti per i lavoratori dell’Agenzia. A partire dal FRD 2025 e dall’applicazione del sistema di valutazione, sul quale l’Amministrazione ha prospettato una soluzione profondamente diversa da quella inizialmente proposta.
Ed è proprio da qui che vogliamo partire, perché la questione non riguarda soltanto come distribuire le risorse, ma anche il metodo con cui si affrontano scelte che incidono direttamente sul trattamento economico dei lavoratori.
FRD 2025 E VALE: UNA NUOVA IMPOSTAZIONE, MA PRIMA SERVONO I DOCUMENTI
L’Agenzia ha sostanzialmente rivisto l’impianto della precedente bozza di accordo quadro, nella quale sulla produttività individuale si sarebbero sovrapposti coefficienti legati alle attività svolte, risultanze del sistema VALE e maggiorazione prevista dall’articolo 78 del CCNL.
Una costruzione complessa, che rischiava di moltiplicare gli elementi di differenziazione sul medesimo premio.
La nuova ipotesi sembrerebbe invece separare la remunerazione legata alle attività e alle ore lavorate dalla componente direttamente sottoposta alla valutazione individuale.
Secondo quanto illustrato al tavolo, su un FRD 2025 stimato in circa 212 milioni di euro, la distribuzione sarebbe così articolata:
155 milioni alla produttività collettiva, attraverso i criteri di ripartizione territoriale dell’Allegato A, i coefficienti delle attività e le ore lavorate. Da tale importo andrebbero sottratti circa 57 milioni già corrisposti come acconto.
21 milioni alla performance individuale, con applicazione dei sistemi di valutazione e della maggiorazione di almeno il 30% prevista dall’articolo 78 del CCNL.
36 milioni al Fondo di sede, che manterrebbe sostanzialmente l’attuale impostazione.
Un cambiamento importante, che potrebbe anche superare alcune criticità della proposta precedente. Ma come si può valutare una nuova architettura del Fondo senza conoscerne nel dettaglio criteri, risorse e possibili conseguenze?
L’Amministrazione si è presentata al tavolo senza una nuova proposta scritta e senza il prospetto di costituzione del FRD 2025.
Lo abbiamo evidenziato con chiarezza, richiamando un principio fondamentale dell’azione amministrativa: la trasparenza.
Per noi non è una questione formale. Siamo abituati a leggere i documenti, approfondire le proposte, verificarne la coerenza e, quando necessario, individuare soluzioni alternative. È così che intendiamo il confronto sindacale.
Per questo abbiamo chiesto la nuova bozza di accordo quadro e il prospetto analitico di costituzione del FRD 2025, indispensabili per comprendere come si determina il Fondo, quali siano le risorse effettivamente disponibili e come debbano essere applicati i vincoli contrattuali.
Non basta sapere che ci sono 212 milioni da distribuire per il 2025. Dobbiamo avere un quadro chiaro delle risorse che compongono il Fondo e dei criteri di ripartizione, per poter valutare la nuova impostazione e le possibili ricadute sul personale.
Solo dopo aver acquisito questi elementi potremo entrare nel merito e formulare le nostre valutazioni e proposte.
IL 75/25: UN ALTRO ELEMENTO DA NON SOTTOVALUTARE
A rendere il quadro ancora più delicato interviene la nuova disciplina introdotta dalla legge 199/2025.
Il decreto ministeriale del 29 luglio 2026 ha individuato per l’Agenzia delle Entrate 74,293 milioni di euro di ulteriori risorse incentivanti, di cui 18,57 milioni (25%) destinati a incrementare i fondi del trattamento accessorio e 55,72 milioni (75%) da attribuire attraverso uno specifico provvedimento dell’Agenzia, secondo criteri che dovranno tenere conto anche dei sistemi di valutazione.
Sarà quindi fondamentale chiarire come il nuovo meccanismo 75/25 si inserirà nel quadro complessivo delle risorse e, soprattutto, come si concilierà con l’applicazione dei sistemi di valutazione, per comprenderne le effettive ricadute economiche sui lavoratori.
Sono questioni tutt’altro che secondarie, sulle quali proseguono anche le interlocuzioni istituzionali con il Viceministro Leo.
La nuova impostazione merita certamente un approfondimento, ma per esprimere una valutazione compiuta è indispensabile disporre della proposta scritta e di tutti gli elementi necessari a comprenderne le ricadute economiche, nell’interesse dei lavoratori.
STABILIZZAZIONE DEI DISTACCHI: SI POTEVA GIÀ ARRIVARE ALL’ACCORDO
L’Agenzia ha presentato un’ipotesi per la stabilizzazione di circa 58 posizioni, relative ai distacchi per articolo 41-bis, legge 104 e altre situazioni straordinarie.
La proposta manteneva il requisito dei tre anni di distacco, prevedendo però un termine sufficientemente ampio da ricomprendere anche chi lo avrebbe maturato nelle more della pubblicazione del bando.
Per quanto ci riguarda, vi erano già le condizioni per concludere il confronto nella stessa riunione, dando così una risposta concreta a chi attende da tempo la stabilizzazione.
Nel corso della riunione è tuttavia emersa la richiesta di ridurre il requisito da tre a due anni, per ampliare la platea dei beneficiari. L’Agenzia si è quindi riservata ulteriori approfondimenti.
Ampliare le opportunità è certamente positivo, purché ciò non comporti ulteriori ritardi per chi ha già maturato i requisiti. Il tema potrà essere ripreso il 17 novembre, nell’ambito dell’incontro sulla mobilità nazionale.
MOBILITÀ NAZIONALE: HA ANCORA SENSO IL VINCOLO QUINQUENNALE?
In vista dell’incontro del 17 novembre, abbiamo già anticipato all’Amministrazione la necessità di rivedere il vincolo quinquennale, che riteniamo ormai anacronistico alla luce delle consistenti immissioni di personale degli ultimi anni.
Va inoltre considerato che molti dipendenti, pur avendo i requisiti per partecipare alla mobilità, scelgono di rimanere nella propria sede. Consentire la partecipazione alla procedura non significa quindi determinare automaticamente un trasferimento.
Per queste ragioni chiederemo la rimozione del vincolo quinquennale, per rendere la mobilità più rispondente all’attuale realtà organizzativa e alle esigenze dei lavoratori.
È stato inoltre comunicato un ulteriore scorrimento della graduatoria per 80 posizioni, con decorrenza dal 1° gennaio 2027, con provvedimento già alla firma
SAM: RIPARTIRE DAL LAVORO SVOLTO PER ARRIVARE ALL’INTESA
Auspichiamo che venga calendarizzato per il 25 novembre un nuovo incontro sulle Sezioni di Assistenza Multicanale, per riprendere un confronto già avviato sulle bozze relative all’organizzazione del lavoro e alla revisione dell’indennità del personale.
Parliamo di un’indennità i cui criteri risalgono all’accordo del 2003, mentre nel frattempo sono profondamente cambiate le attività, le competenze richieste e le modalità di svolgimento del servizio.
Stiamo rielaborando una nostra proposta, partendo dal lavoro già svolto, per cercare di avvicinare le posizioni e contribuire alla conclusione dell’intesa.
Un altro tema sul quale intendiamo intervenire riguarda il riconoscimento delle responsabilità organizzative. I capi team si trovano in una situazione che riteniamo penalizzante, ma la valorizzazione non può riguardare soltanto questa figura.
Chiederemo il riconoscimento economico di 8.000 euro per tutte le posizioni organizzative delle SAM, comprendendo sia i capi team sia i capi area.
L’obiettivo è arrivare a una soluzione equilibrata che riconosca adeguatamente il lavoro del personale e le responsabilità esercitate, superando le questioni che hanno finora impedito di concludere l’accordo.
PROSSIMI APPUNTAMENTI
10 novembre, ore 14:30: smart working in deroga.
17 novembre, ore 14:30: mobilità nazionale 2026 ed eventuale ripresa del confronto sulla stabilizzazione dei distacchi.
24 novembre: incontro sulle SAM, auspicato e in attesa di conferma.
È stata inoltre condivisa l’esigenza di garantire continuità al confronto, possibilmente attraverso incontri con cadenza settimanale.
VARIE ED EVENTUALI
Coworking: sottoscrizione degli accordi prevista per il 16 novembre.
FRD 2024: l’ipotesi sottoscritta a ottobre è ancora all’esame del Collegio dei revisori. Seguiranno i passaggi presso la Ragioneria generale dello Stato e la Funzione pubblica. Le previsioni indicano marzo 2027 per il saldo della produttività collettiva e luglio 2027 per quello dell’individuale. Tempi sui quali continueremo a mantenere alta l’attenzione.
PEO 2025: conclusione della procedura prevista entro novembre.
Quella del 4 novembre è stata una riunione lunga, che ha aperto questioni importanti e lasciato sul tavolo diversi approfondimenti.
Sul FRD abbiamo chiesto i documenti necessari per valutare un sistema completamente rivisto. Sui distacchi eravamo pronti a concludere. Sulla mobilità porteremo avanti la richiesta di rimozione del vincolo quinquennale. Sulle SAM stiamo lavorando per costruire una proposta che consenta finalmente di arrivare all’intesa.
Non ci interessa limitarci a raccontare quello che accade ai tavoli. Ci interessa capire fino in fondo le questioni, entrare nel merito delle proposte e contribuire a trovare soluzioni.
Perché, alla fine, ciò che conta non è quante riunioni si fanno, ma quali risultati si riescono a ottenere per i lavoratori.


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