Confintesa FP Agenzia delle Entrate: “Accordi non negoziabili sulla salute. Stop alle violazioni al SAM di Torino”
Il Coordinamento Nazionale Agenzia delle Entrate di Confintesa Funzione Pubblica interviene sul caso della “Lettera aperta dei lavoratori SAM Torino”, ribadendo la violazione dell’accordo nazionale del 2005 e la necessità di tutelare la salute dei lavoratori. “Il diritto alla sicurezza non è disponibile, e il consenso non sana la violazione.”
Roma, 20 ottobre 2025 – Il Coordinamento Nazionale Agenzia delle Entrate di Confintesa Funzione Pubblica ha trasmesso una nota formale al Direttore Regionale del Piemonte, dott. Guido Isolabella, con copia al Capo Sezione SAM di Torino, dott. Massimo Versaci, alla Direzione Centrale Servizi Fiscali – CAM e alla RSU SAM Torino, per replicare alla “Lettera aperta dei lavoratori SAM Torino” e alla nota della RSU.
La comunicazione chiarisce che l’intervento sindacale di Confintesa FP non è stato “estemporaneo”, ma nasce da segnalazioni di violazioni normative e contrattuali raccolte da lavoratori che, per timore di esporsi, hanno scelto di affidarsi all’organizzazione sindacale per una tutela collettiva e anonima.
Al centro della replica, la mancata applicazione dell’accordo nazionale SAM/CAM del 1° febbraio 2005, che stabilisce limiti precisi per le lavorazioni telefoniche, in particolare il divieto di superare le quattro ore giornaliere in cuffia per ciascun addetto.
Il Coordinamento evidenzia una serie di contraddizioni e violazioni, a partire dall’incompatibilità tra la presunta “saturazione dei tempi liberi” e il contestuale ricorso al lavoro straordinario. “Non è possibile parlare di tempi liberi e, nello stesso tempo, di un aumento dei carichi di lavoro tale da richiedere ore extra”, si legge nella nota.
Confintesa FP sottolinea inoltre che la “volontarietà” dei lavoratori non può in alcun modo giustificare la violazione di norme a tutela della salute e sicurezza, poiché tali diritti sono indisponibili ai sensi dell’art. 32 della Costituzione. “Il consenso del singolo lavoratore o di cinquanta lavoratori non può sanare la violazione, ma aggrava i profili di responsabilità dei preposti che l’hanno consentita.”
Un ulteriore elemento di criticità riguarda le relazioni sindacali: la gestione “informale” dell’iniziativa con la sola RSU rappresenta una violazione del sistema negoziale, poiché solo le Organizzazioni Sindacali firmatarie possono essere coinvolte in modifiche o deroghe a un Accordo Nazionale.
Dall’analisi della documentazione, Confintesa FP rileva anche che la “Lettera aperta” dei cinquanta lavoratori non appare del tutto spontanea, in quanto risulterebbe sottoscritta anche da personale in smart working, telelavoro, ferie o assente, configurando quindi una raccolta firme “influenzata da fattori esterni”.
“Nel tentativo di smentire la nostra segnalazione,” scrive la Coordinatrice Nazionale Mariacristina Montone, “si finisce per confermarne ogni punto: si supera il limite delle quattro ore in cuffia, si fa leva su una volontarietà impropria, si aggira il sistema delle relazioni sindacali e si attiva lavoro straordinario in un contesto che dovrebbe essere di ‘scarico’”.
Confintesa FP conclude ribadendo la richiesta di immediata sospensione dell’Ordine di Servizio n. 6, il ripristino delle condizioni previste dall’accordo nazionale e la convocazione urgente delle OO.SS. firmatarie per un confronto formale:
“Gli accordi non sono opinabili: sono norme che l’Amministrazione ha l’obbligo di rispettare.”
La nota è firmata dalla Coordinatrice Nazionale Mariacristina Montone e dal Delegato SAM.
DI SEGUITO I LINK AI DOCUMENTI INTEGRALI
Richiesta di rettifica comunicazione su attività telefonica


Post Precedente
Prossimo Post