FRD 2023 alla Direzione Provinciale di Palermo: Confintesa FP dice no a un accordo iniquo e opaco
Sulla distribuzione del Fondo di sede 2023 alla Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Palermo, Confintesa FP rifiuta la firma dell’accordo siglato il 23 gennaio 2026: criteri poco trasparenti, merito gestito in modo unilaterale e disparità di trattamento tra i lavoratori rendono l’intesa inaccettabile
Un accordo che non valorizza il personale
L’accordo sulla distribuzione del Fondo di sede (FRD 2023), pari a 45.089 euro, rappresenta, secondo Confintesa FP, l’ennesima occasione mancata per garantire una valorizzazione equa e condivisa del personale della Direzione Provinciale di Palermo.
A fronte della scelta dell’Amministrazione e delle altre sigle sindacali di procedere rapidamente alla firma, Confintesa FP ha deciso di non sottoscrivere un’intesa che presenta criticità strutturali e rischia di accentuare le disuguaglianze tra i lavoratori.
La falsa urgenza come metodo
Il primo elemento contestato riguarda la retorica dell’urgenza.
L’argomento secondo cui un rinvio della firma avrebbe comportato la perdita delle risorse economiche è giudicato strumentale: prendersi il tempo necessario per migliorare le condizioni dell’accordo significa investire nella qualità della contrattazione, non danneggiare i lavoratori.
Merito sì, ma non unilaterale
Un secondo nodo riguarda l’impostazione del cosiddetto “merito”.
L’attuale modello, che limita l’accesso ai benefici a una platea ristretta di dipendenti e riduce la valorizzazione di gran parte del personale, viene considerato da Confintesa FP una distorsione del concetto stesso di merito.
Il merito, per il nostro sindacato, non può essere una concessione unilaterale della dirigenza, ma deve fondarsi su criteri condivisi e trasparenti, capaci di riconoscere il contributo di tutti coloro che garantiscono quotidianamente il funzionamento dell’ufficio.
La proposta alternativa: equità e differenziazione senza discriminazioni
Confintesa FP ha ribadito una proposta già sperimentata con successo in altre realtà dell’Agenzia delle Entrate, basata sul modello della “piramide tronca rovesciata”.
Un sistema che coniuga:
- valorizzazione dell’apporto operativo,
- differenziazione economica coerente con le indicazioni degli organi di controllo,
- equilibrio tra riconoscimento del merito e tutela della base dei lavoratori.
Un modello già adottato in diverse strutture nazionali, che dimostra come sia possibile premiare la produttività senza creare lavoratori di serie A e di serie B.
Ombre sulla trasparenza e sui meccanismi di cumulo
Ulteriori criticità riguardano la gestione delle risorse:
- l’assenza di indicazioni chiare sulla destinazione dei fondi residui;
- l’introduzione di meccanismi di cumulo delle indennità che rischiano di favorire pochi a scapito della collettività.
Elementi che, secondo Confintesa FP, compromettono la trasparenza dell’accordo e alimentano un sistema poco equo.
Una posizione coerente
Pur riconoscendo l’importanza dell’indennità di testimonianza in udienza – che Confintesa FP chiederà di rendere strutturale a livello nazionale – il giudizio complessivo sull’accordo resta negativo.
La posizione del nostro sindacato è netta: non avallare intese che dividono il personale e premiano logiche opache.


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