SAM, riorganizzazione e indennità: passi avanti, ma serve equilibrio
Nel confronto odierno sono emerse aperture su assetto organizzativo e trattamento economico, ma restano nodi su criteri, benessere e valorizzazione delle competenze: decisivo il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori per costruire un’intesa davvero condivisa
SAM: tra identità e valorizzazione, un percorso ancora da costruire
Prosegue il confronto sull’organizzazione delle Sezioni di Assistenza Multicanale e sull’ipotesi di accordo relativa all’indennità.
Nella giornata di oggi, 29 aprile, si è svolta una riunione nel corso della quale sono stati affrontati sia i temi legati al nuovo assetto organizzativo, sia quelli relativi all’ipotesi di accordo sull’indennità e alla mobilità.
Riteniamo fondamentale che questo percorso si sviluppi con il contributo di chi quotidianamente svolge questo lavoro, mettendo in campo esperienza, competenze e conoscenza diretta delle attività delle SAM.
Prendiamo atto della volontà dell’Amministrazione di procedere con tre interventi tra loro collegati, che affrontano in modo complessivo il tema delle Sezioni di Assistenza Multicanale:
- il nuovo assetto organizzativo delle SAM
- l’aggiornamento dell’indennità per il personale SAM
- la revisione dell’indennità dei capi team, con un incremento previsto da 5.500 a 8.000 euro
Riteniamo positivo che tali aspetti vengano affrontati in modo unitario, in quanto incidono direttamente sull’organizzazione del lavoro e sulla valorizzazione delle professionalità coinvolte. Allo stesso tempo, riteniamo necessario che questo percorso produca risultati più equilibrati e rispondenti alle esigenze di tutto il personale.
Organizzazione del lavoro
Positiva la previsione secondo cui eventuali prolungamenti del servizio avvengano su base volontaria, elemento da noi richiesto e che rappresenta un importante passo a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori .
Permangono tuttavia alcune criticità:
Aree tematiche
Non condividiamo la previsione contenuta nella bozza, in quanto le aree tematiche risultano già presenti nell’attuale organizzazione del lavoro. Non si ravvisa quindi l’utilità di una ulteriore formalizzazione.
Formazione
Valutiamo positivamente l’impianto complessivo, ribadendo tuttavia la necessità di introdurre strumenti di certificazione delle competenze, fondamentali per valorizzare la professionalità.
Mobilità
Avevamo proposto forme di mobilità intra-SAM per favorire la crescita professionale e lo scambio di competenze tra le diverse sedi.
L’Amministrazione ha rappresentato che, alla luce della dipendenza amministrativa delle SAM dalle Direzioni Regionali, tale soluzione si tradurrebbe in un ulteriore livello di mobilità nazionale.
Pur prendendo atto di tali motivazioni, riteniamo che il tema della circolazione delle competenze resti aperto e meriti ulteriori approfondimenti.
Benessere organizzativo
Rileviamo l’assenza di un intervento specifico sul benessere organizzativo. Avevamo richiesto l’inserimento di un apposito paragrafo con strumenti di monitoraggio e valutazione, ritenuti essenziali in un contesto caratterizzato da elevata intensità operativa.
Indennità SAM
Il tema dell’indennità rappresenta l’aspetto centrale del confronto.
In una prima fase era stata proposta un’indennità giornaliera pari a 20 euro, equamente suddivisa in 10 euro per la presenza e 10 euro legati all’“effettivo contributo partecipativo”.
Successivamente, la proposta è stata riformulata prevedendo un’indennità pari a 25 euro giornalieri (15 euro per la presenza e 10 euro legati all’effettivo contributo partecipativo) .
Si registra un miglioramento rispetto alla proposta iniziale; tuttavia, non risulta chiara la logica della diversa ripartizione tra le due quote, né la necessità di un livello di dettaglio così puntuale nella definizione della componente legata all’effettivo contributo partecipativo.
Riteniamo inoltre che la suddivisione dell’indennità in più componenti distinte finisca per snaturarne la funzione originaria: lo “sdoppiamento” tra quota legata alla presenza e quota legata al cosiddetto contributo partecipativo rischia infatti di generare ambiguità e di introdurre, anche indirettamente, logiche di tipo produttivistico non coerenti con la natura del riconoscimento legato alla particolare specializzazione e qualificazione richiesta per l’attività svolta presso le SAM. Si ritiene pertanto opportuno un approfondimento su questo specifico aspetto.
Il ruolo delle lavoratrici e dei lavoratori
La giornata del 30 aprile, con le assemblee sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori delle SAM, rappresenta un’importante occasione di confronto per raccogliere valutazioni, osservazioni e proposte, così da contribuire in modo diretto alla definizione del percorso che vogliamo costruire per le SAM.
Ribadiamo con forza che un’intesa efficace e realmente rappresentativa non può prescindere dal coinvolgimento attivo di chi quotidianamente svolge questo lavoro, mettendo in campo competenze, esperienza e responsabilità.


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