Mobilità interna all’Agenzia delle Entrate: Confintesa FP chiede regole chiare e uniformi
Dalla gestione delle assegnazioni di sede alle prospettive di riequilibrio territoriale: il nostro sindacato sollecita indirizzi operativi nazionali per garantire pari trattamento ai lavoratori e valorizzare la mobilità come strumento di benessere organizzativo
La mobilità interna, le assegnazioni di sede e i vincoli territoriali sono temi che incidono direttamente sulla vita professionale e personale di migliaia di lavoratori dell’Agenzia delle Entrate. Questioni che, troppo spesso, vengono affrontate con modalità differenti da territorio a territorio, generando disomogeneità e incertezze applicative.
Per questo Confintesa Funzione Pubblica ha inviato una nota ufficiale alla Direzione Centrale Risorse Umane dell’Agenzia delle Entrate chiedendo l’adozione di indirizzi operativi chiari e uniformi per tutte le Direzioni Regionali. L’obiettivo è evitare interpretazioni difformi e garantire parità di trattamento per tutto il personale.
Negli ultimi mesi il nostro sindacato ha ricevuto numerose segnalazioni da parte dei lavoratori, in particolare da coloro che sono stati assunti con le più recenti procedure concorsuali. In diverse realtà territoriali, infatti, l’assenza di indicazioni univoche ha portato a prassi differenti nella gestione della mobilità interna e delle assegnazioni di sede.
Secondo Confintesa FP, la mobilità non deve essere vista come un problema amministrativo, ma come una leva organizzativa capace di migliorare il funzionamento dell’Agenzia. Se regolata con criteri trasparenti e condivisi, può contribuire a rafforzare l’equilibrio tra esigenze personali e necessità delle strutture, rendendo l’organizzazione più efficiente e dinamica.
Proprio per questo il nostro sindacato chiede:
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l’emanazione di indirizzi nazionali uniformi per tutte le Direzioni Regionali;
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la definizione di criteri trasparenti e omogenei per la gestione delle richieste di mobilità;
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l’attivazione di ricognizioni regionali strutturate, soprattutto in occasione delle nuove immissioni in servizio;
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la programmazione di finestre periodiche di mobilità, in grado di offrire prospettive concrete di riequilibrio territoriale.
L’imminente ingresso di oltre 3.200 nuove unità di personale, previsto dal piano organizzativo dell’Agenzia, rappresenta infatti un passaggio particolarmente delicato. Se accompagnato da regole chiare e condivise, può diventare un’opportunità per migliorare l’organizzazione del lavoro e favorire una più equilibrata distribuzione delle risorse.
In alcune realtà territoriali sono già emerse esperienze positive. Tra queste, la recente iniziativa della Direzione Regionale del Veneto, che ha adottato procedure di ricognizione basate su criteri predeterminati e trasparenti, con l’obiettivo di individuare eventuali esigenze di assegnazione a sedi più vicine alla residenza o al domicilio dei lavoratori.
Confintesa FP ritiene che modelli di questo tipo possano costituire un riferimento utile per un’applicazione più uniforme delle politiche di mobilità su scala nazionale.
Parallelamente, l’organizzazione sindacale avvierà anche un sondaggio rivolto al personale, con l’obiettivo di raccogliere in modo strutturato le esigenze di mobilità che emergono dai territori. I risultati saranno condivisi con l’Amministrazione per favorire un confronto basato su dati concreti.
Il tema della mobilità, sottolinea il sindacato, non riguarda soltanto l’organizzazione degli uffici, ma incide direttamente sul benessere lavorativo e sulla conciliazione tra vita privata e professionale.
Nel frattempo, la partecipazione dei lavoratori continua a produrre risultati concreti. A seguito delle segnalazioni e delle interlocuzioni avviate dal sindacato, l’Amministrazione ha disposto la proroga delle posizioni organizzative (POER) fino al 31 marzo 2026 e degli accordi di lavoro agile fino al 31 maggio 2026.
Confintesa FP invita tutti i lavoratori che riscontrano criticità nella gestione della mobilità a segnalarle scrivendo all’indirizzo entrate@confintesafp.it.
Per il nostro sindacato, infatti, la partecipazione dei lavoratori è lo strumento più efficace per migliorare le organizzazioni pubbliche e costruire soluzioni più giuste e trasparenti.
Con tenacia, ogni giorno.


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