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Lavoro agile, Confintesa FP chiede chiarezza e coerenza applicativa

Dopo la proroga del 19 gennaio e le disomogeneità applicative emerse nei territori, Confintesa FP porta all’Amministrazione le criticità del sistema e chiede un indirizzo unitario e un tavolo di confronto strutturato

Il lavoro agile, nato come strumento di modernizzazione dell’organizzazione del lavoro e di conciliazione tra vita professionale e personale, rischia di trasformarsi in un terreno di incertezza e disuguaglianze applicative. È questo il quadro che emerge dalla nota formale inviata da Confintesa FP (di seguito in allegato) all’Amministrazione dell’Agenzia delle Entrate, all’indomani della proroga tecnica del 19 gennaio 2026, che ha differito al 31 marzo la scadenza degli accordi individuali in essere.

La proroga, motivata dall’esigenza di attendere la definizione delle procedure per il conferimento dei nuovi incarichi di responsabilità (POER), interviene in un contesto già segnato da forti disomogeneità territoriali, indicazioni difformi e interpretazioni locali spesso non previste dagli atti regolamentari vigenti.

Il quadro normativo e programmatorio – dalla regolamentazione del lavoro a distanza del 2023 alle istruzioni operative, fino alle linee strategiche del PIAO 2025–2027 – delinea infatti un modello di lavoro agile fondato sull’equilibrio tra esigenze organizzative e tutela delle persone, sulla centralità dell’accordo individuale e sulla valutazione delle attività svolte. Un impianto coerente, che tuttavia fatica a tradursi in indirizzi applicativi chiari, stabili e uniformi.

Nella pratica quotidiana, al contrario, si è progressivamente affermato un mosaico di prassi territoriali eterogenee: limitazioni generalizzate sull’utilizzo del lavoro agile, divieti di giornate consecutive, restrizioni su specifici giorni della settimana, fasce di contattabilità applicate in modo automatico e non sempre correlate alle reali esigenze operative. Scelte che, pur nate dal tentativo di garantire un presidio organizzativo, finiscono per comprimere la natura negoziale dell’accordo individuale e per generare disorientamento tra lavoratrici e lavoratori.

Confintesa FP sottolinea come il richiamo all’avvicendamento delle POER non possa giustificare la frammentazione delle prassi applicative. Le scelte di indirizzo restano infatti in capo alla dirigenza, e le nuove figure di responsabilità opereranno necessariamente all’interno di linee guida già definite. In questo senso, la proroga tecnica rischia di tradursi in un congelamento delle decisioni, più che in una fase di chiarimento e razionalizzazione.

Particolarmente critici risultano gli effetti della proroga su due ambiti sensibili. Da un lato, gli accordi di lavoro agile in deroga – spesso legati a situazioni personali e familiari complesse – che in molte realtà non sono stati inclusi nella proroga, costringendo il personale interessato a ridefinire accordi delicati in tempi estremamente ristretti. Dall’altro lato, la situazione del personale neoassunto, che continua in numerose strutture territoriali a essere soggetto a un’applicazione standardizzata del lavoro agile, con il riconoscimento di un solo giorno settimanale, assetto di fatto confermato dalla proroga e rinviato di almeno due mesi a una possibile rivalutazione.

Si tratta di una gestione che appare difficilmente coerente con la visione strategica delineata dagli atti dell’Amministrazione, che valorizzano il lavoro agile come strumento ordinario, flessibile e adattabile alle diverse condizioni organizzative, non come un istituto rigidamente ingabbiato in automatismi e proroghe di fatto penalizzanti per specifiche categorie di personale.

Per queste ragioni, Confintesa FP ritiene non più rinviabile un intervento di chiarimento sugli indirizzi applicativi, il superamento delle limitazioni generalizzate non previste dagli atti vigenti e l’avvio di un confronto ampio ed evolutivo sul lavoro agile. Un confronto necessario non per mettere in discussione l’istituto, ma per governarne l’evoluzione, rafforzarne la coerenza e restituirgli una funzione realmente strategica e sostenibile.

AL LINK IL COMUNICATO INTEGRALE

DI SEGUITO LA NOTA: Lavoro agile – criticità applicative, proroga tecnica del 19 gennaio 2026 e necessità di un indirizzo chiaro e condiviso

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